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Comprare casa in Grecia #5: le tasse

Comprare casa in Grecia #5: le tasse

Sei in procinto di comprare casa in Grecia?
Anche noi.
Ma è bene sapere che i nostri cugini di oltre Ionio hanno le loro belle tasse da pagare, o gatte da pelare, che nulla hanno da invidiare alla nostra IMU o alle varie tasse patrimoniali. Anzi.
Vediamo quali sono, anche per renderci conto nel dettaglio cosa significhi la crisi greca, e quanto sia impossibile da sopportare per un normale portafoglio greco.

Nel 2013, i proprietari dovranno pagare sei diverse imposte per ogni immobile iscritto a loro nome.
Due rate per la “tassa di emergenza sulla proprietà” istituita nel 2012 e che dovrà essere saldata attraverso le bollette dell’energia elettrica.
Due rate di “tassa sulla proprietà” (FAP) regolare, non di emergenza quindi, per il 2010, 2011 e 2012. La prima rata per il FAP 2010 dovrà essere pagata entro e non oltre il mese di gennaio 2013.
Queste tasse, da pagare allo stato, sono complementari alle ulteriori due rate della TAP, una tassa municipale, paragonabile alla nostra vecchia ICI per intendersi, che sarà utilizzata dai comuni.

Nel contesto del nuovo regime di tassazione in discussione al parlamento, tutte queste imposte differenti andranno unificate in una cosiddetta “tassa di proprietà unica”, che si suppone possa entrare in validità a partire dal 2014.
Nel nuovo regime fiscale, le proprietà non tassabili scenderanno fino a comprendere al massimo quelle con un valore catastale non superiore a 100.000 euro. Anche terreni che ad oggi non portano profitti, saranno soggetti alla nuova tassa di proprietà unificata.
Inoltre, il reddito da locazione di un immobile, sarà autonomamente tassato con secondo una stima che in media andrà a coincidere con il 10% per i ricavi annuali oltre 12.000 euro. Questo indipendentemente dal reddito complessivo del proprietario dell’immobile.

Presto sarà consigliabile affittare una casa piuttosto che possederne una, questo sembra essere il trend imposto alla Troika: lo scopo, malcelato indubbiamente, sembra quello di far arrivare i greci a pagare allo Stato, per la mantenimento della loro proprietà, un vero e proprio canone mensile.
Le banche e il FMI ringraziano sentitamente.