Una nuova speranza a Cipro

Dato che la crisi picchia duro, durissimo, e le scene di povertà nelle grandi città greche si moltiplicano, è dato ovvio che l’emigrazione stia nuovamente ingrossando i propri numeri.
Si è parlato tanto di Chrissi Avgi, Alba dorata, e la loro preoccupante ideologia nazi, sul loro odio per lo straniero e i rigurgiti di tempi che speravamo di esserci lasciati alle spalle.
La verità è che oggi La Grecia è uno stato ben poco attrattivo per l’immigrato, e visto solo prima tappa verso il cuore dell’Impero.
Quello che non sorprende in questo quadro è che la destinazione numero uno di emigrazione sia la gemella Cipro.
Dove l’economia rallenta ma non ai ritmi vertiginosi e terribili di mainland Greece.
Si parla di oltre 10mila greci partiti verso l’isola solo negli ultimi 6 mesi.
Sono giovani, hanno ottimi titoli di studio, e si accontentano dei lavori più umili. Nei bar, ristoranti, stanno piano piano sostituendo la manovalanza bulgara e rumena. Accettano i loro salari, e sfruttano il fatto di condividere la lingua, la cultura, e di una buona dose di solidarietà tutta interna greca.
Le condizioni di lavoro a Cipro sono buone, soprattutto nel settore universitario, lo stato è piccolo ed efficiente, la burocrazia più snella e la criminalità quasi assente.
La tristezza di fondo, comunque, rimane.