Cosa vedere a Ios, tra villaggi di neve e tanta natura

Di solito, dedichiamo questa sezione, che qui abbiamo chiamato “Cosa vedere a Ios”, ad un giro e una descrizione dei vari villaggi e paesini che si incontrano durante il viaggio. Ios fa eccezione perchè di cittadine na ha solamente due, che sono in realtà una sola. Si conferma la regola non scritta: Ios è double-face. Isola delle dicotomie. O un pugno compatto di case, questo bellissimo villaggio principale che si fonde in un tutt’uno con il porto, o la natura. Quella cicladica, brulla, dirompente, assoluta, padrona e mai toccata.

LA CHORA PIÙ BELLA DELLE CICLADI?

Già dal ponte della nave, al primo sguardo, si capisce che tutta Ios è una lingua di neve bianchissimache sale dal mare e “si fa Chora” in un conglomerato urbano roccioso, disordinato e fascinoso.
E fascinoso è la parola giusta. Chora, o meglio The Village come qui tutti con orgoglio la chiamano, è uno dei più bei centri storici della Grecia insulare. Non saprei dire quale sia la Chora più bella delle Cicladi ma sicuramente che Ios si contende la palma della vittoria con Amorgos, con Sikinos e forse Folegandros, tutte a inseguire a poca distanza.
Bianco, splendente al sole, costruito su vicoli così stretti da far passare a malapena due persone; fiorito e zeppo di club, disco, ristoranti di ogni genere; quindi vivo, giovane ma tradizionale e chiacchierone nei vecchi kafeneio e nei fumosi bar dove chi non è greco non osa entrare.
Per capire la bellezza di questo luogo è assolutamente necessario salire fino in cima (c’è un bel sentiero pedonale), dove dove la lingua di neve si scioglie nel cielo. Tre chiesette allineate attendono sulla sommità della rocca che protegge la Chora e domina l’isola. Salite come tutti al tramonto. Ringraziate ancora una volta di essere vivi, perchè siamo fortunati ad incontrare posti così.

E POI SI SALE A THE VILLAGE, TORNANTE SU TORNANTE

Per chi ama fotografare, le occasioni sono infinite. Nei vicoli di Chora si trova un pò di tutto: scalcinati supermercati, negozi di tatuaggi e di vestiti fighetti, cocktail-bar da ultimo shot, souvlaki, puzza di pipì di gatto e profumi di cibo tanto buoni da perdere il controllo. The Village ha un ampio parcheggio al lato del quale si gioca a basket, e dove i genitori stanno a parlare tra loro mentre i bimbi si divertono inventando chissà quali giochi. Si respira un’aria di casa e di mediterraneo, fatta di gesti semplici come quelli che avvengono tutti i giorni sotto casa nostra, che rendono la nostra esplorazione della Chora di Ios una passeggiata dolce e così naturale, così semplice e così ricca di vita.

 

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IL PORTO DI IOS SI CHIAMA GIALOS

E non è un porto come gli altri. Ormos Gialos, la porta d’ingresso di Ios, è per me un luogo di quelli speciali, e spesso mi domando perchè. Ho perso il conto degli altri porti in cui sono sbarcato in Grecia, ma sceso dal Blue Star Ferries a Ios, per la prima volta mi sono sentito arrivato, ecco. Scacciati come le zanzare gli albergatori che aggrediscono quasi fisicamente chi scende dal traghetto per offrire loro una camera, tutto cambia. Gialos è un pezzo di sole. Gialos è allegra, silenziosa, pulita. Gialos è alla mano e cordiale. Ha un supermarket moderno dove fare la spesa, due fastfood (provate qui il gyros skepasti, fidatevi, ma solo se non siete a dieta), un lungomare tenuto benissimo e un fornaio che tifa Panathinaikos come è giusto e doveroso che sia. Alla sera ci si siede su una panchina a pensare ai fatti tuoi e vedere le barche a vela ormeggiate.
Tutto qui, sembra poco ma è tantissimo. Oltre qualche hotel sulla parte sinistra, dietro una bella spiaggia di sabbia e dal basso fondale, Gialos è tutto il contrario di Mylopotas, la spiaggia che non è un paese ma è come se lo fosse, e che è il regno della Ios festaiola e che non dorme mai. Gialos è calma e meditativa. La cornice di un quadro così perfetto è chiusa da due chiese molto belle, che salutano i traghetti in arrivo e partenza, e dalla giusta quantità di biglietterie e caffetterie. Passate di qui anche se non avrete un traghetto da prendere. Forse la sua brezza di mare contagerà anche e voi e vi domanderete perchè un semplice porticciolo sappia farsi volere così bene.

 

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VERSO MANGANARI: APICOLTURA, SILENZI, E UNA STRADA CHE SEMBRA DI VOLARE

Dopo The Village, la strada si inerpica per un paio di tornanti, l’uomo si fa da parte e la natura diventa l’assoluta protagonista.
Ios mostra da qui in poi tutta la sua ruralità, il suo essere una comunità di agricoltori, che produce un miele meraviglioso, e poi caprette, e capperi. Insomma le cose semplici e gustose della vita.
27km separano The Village dalla spiaggia di Manganari, una di quelle spesso votate come una delle migliori delle Cicladi. È una strada aerea, che si dipana in una natura spoglia e rocciosa, che regala ampie vedute che spaziano tra Iraklia e Sikinos, e lontano sino a Santorini. Una strada che fa respirare a pieni polmoni la libertà.
Fate una deviazione e raggiungete la micro comunità di Psathi, poco più che un gruppuscolo di case, e ultimo abitato. Una chiesetta e il mar Egeo come contorno. Soprattutto una magica spiaggia, cosa che a Ios non sorprende di certo.
Oppure deviate sino a Kambos, luogo di orti e di culture. C’è una buonissima taverna, manco a dirlo. Ideale per chi cerca l’altra faccia di Ios, lontana dall’alcol e dagli zaini in spalla.

 

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