A caccia di leoni e chiesette

Le tracce del passato sono spesso evidenti, sarà un gioco da ragazzi imbattersi in monasteri e rovine. Soprattutto una visita che, scusate il gioco di parole, merita per la vista assolutamente straordinaria. Parlo del Moni Panagia Kastrianis, un monastero del 18mo secolo che si raggiunge dopo uno sterrato di qualche chilometro sulla strada che si pagana dalla spiaggia di Otzias.
Inoltre Kea si fregia di un antico sito minoico, Agia Irini.
Nel villaggio di Vourkari si trova un’interessante galleria d’arte. Quello che però veramente caratterizza Kea è però il leone che ride, uno dei più particolari punti d’interesse turistico di tutta la nazione, ad essere onesti! Scolpito in una roccia di granito nel 600 a.C un leone ci guarda e sorride enigmatico, un pò come fosse la Gioconda della scultura greca antica.

IL LEONE DI IOULIS

Il leone tranquillo e misterioso di Kea dista 1,5 km da Chora. Le leggende che lo circondano sono moltissime; secondo la più famosa, le ninfe che abitavano nel luogo dove si trova oggi il leone cominciarono a uccidere le donne, costringendo gli abitanti a partire. Un sacerdote di Zeus pregò allora il suo dio di salvarle e Zeus, di tutta risposta, mandò un leone per cacciare le ninfe. In seguito, gli abitanti, ritornati, hanno scolpito un leone su una roccia affinché le ninfe abbiano paura per sempre.

 

cosa vedere sull'isola di Kea
Ioulis, il leone