Cefalonia, viaggiare senza partire

Cefalonia è come se fosse l’isola greca perfetta. Come se fosse un contenitore quintessenziale, che appena aperto inonda la stanza di profumi e panorami come se le racchiudesse tutte.
Un’isola dove coniugare tranquillità e tanto sole, buon cibo, prezzi bassi, amore.
Un’isola grande, ma non troppo, che meriterebbe 10 giorni per essere vissuta appieno. Consiglio: non serve scegliere due alloggi differenti, bastano un’accogliente base e una macchina per essere pronti al via.

ARGOSTOLI 

cosa vedere a Cefalonia
Per le vie di Argostoli
i villaggi di Cefalonia Argostoli
Argostoli di sera

Il capoluogo Argostoli è sicuramente il punto giusto dove iniziare a fare conoscenza con lo spirito di Cefalonia, perché è una gradevolissima cittadina marinara, squisitamente greca, moderna e piacevole nella sua architettura post-terremoto ’53. Una cittadina sempre animata, colorata, piena di negozi e supermercati, senza diventare mai frenetica e strozzata dal traffico. Per noi Argostoli è un quadro fatto di palme, barche da pesca e tartarughe, e, a prima vista, è stato come vivere un flashback di Karlovassi, a Samos. Stesso molo, stessa caratteristica striscia di cemento dove tutti passeggiano spalla a spalla con un buon numero di taverne e music bar, dove potersi fermare per un aperitivo o una buona colazione, ma sopratutto fare due passi dopo cena, guardando e facendosi guardare.
La abitano in circa 10mila, Argostoli, e la vogliono vivere nella piazzetta principale, grande e che sembra voler risucchiare a sé la vita dal lungomare: si vede subito che questo è un posto per vivere e non viverci una settimana ma poi scappare via. Con un guizzo in più: il costante flusso di turisti la rende viva, giovane, allegra, ma mai caciarona, e mai sopra le righe.
La amiamo proprio per il suo favoloso equilibrio.

LA PENISOLA DI PALIKI

Proprio sul lato opposto del profondo golfo che ospita Argostoli, c’è Lixouri, 2€ di distanza e poco più di un quarto d’ora di ferry.
Lixouri è la seconda cittadina dell’isola, ed è gradevole, commerciale il giusto; urbanisticamente è una piana rilassata di case colorate a pastello e verande e dehors accanto al lungomare, sempre piena di piccoli yacht.
Dato che Lixouri si raggiunge più facilmente in nave che in auto, il feeling di sentirsi come si fosse in un’isola ancora differente è sempre palpabile, e questo diventa sempre più vero più ci si sposta verso nordovest, verso la zona più incontaminata e drammatica di questa penisola. Dolci colline, verde che gioca a rincorrersi con il mare, la sensazione è quella di trovarsi in una splendente Toscana del sud. Qui si incontrano le spiagge di Platia Ammos e ancora più su, il bel villaggio di Atheras, e la sua baia che conduce alla omonima spiaggia: un’accoppiata assolutamente idilliaca. Questo è uno dei nostri posti del cuore in tutta Cefalonia, e proviamo a non gridarlo troppo forte: sia mai la sua incantevole bellezza, psst!
A sud di Lixouri, invece, le spiagge e il terreno si tingono di rosso, la terra argillosa è protagonista. Non ci sono paesini e villaggi degni di nota, ma c’è Xi Beach è davvero un bel posto dove trascorrere del tempo di qualità.

 

Cefalonia cosa vedere
La spiaggia di Xi

ASSOS E FISKARDO

La parte nord di Cefalonia è famosa e rinomata. Qui ci sono le località più conosciute, come l’iconica Myrtos Beach, e non solo. Lo sguardo non si accontenta e può sempre volare su altre isole, altri lidi, stretti come ci si trova tra Lefkada e Itaca.

Si arriva in fretta alla “nostra” località di quest’angolo di Cefalonia, Assos, un piccolo, adorabile, villaggio stretto su un istmo di appena 55 metri.

cosa fare e vedere a Cefalonia
L’istmo conduce ad una verdissima minipenisola dove fanno bella figura un castello in rovina e eccezionali vedute che spaziano sulla costa nord e sulle scogliere di Myrtos. Assos ha una piccola marina, poche macchine, il giusto di bouganvillee e una ragionevole quantità di taverne e alloggi, dove cercare e trovare la calma.
La strada prosegue curvosa ma veloce fino a raggiungere la chiacchierata Fiskardo.
La “Portofino” di Cefalonia è l’unico villaggio scampato al terremoto e l’unico ancora costruito in stile veneziano. Arrivi ed è una botta di colori, tegole rosse e tinte abbacinanti. I prezzi sono più elevati della media dell’isola, ma come si sempre si paga il premium di vivere diretti dentro un quadro. Fiskardo è uscita dalla fantasia di un pittore e non a caso i diportisti l’hanno eletta come loro morbida tana. Fiskardo è anche un ottimo punto di approdo sull’isola, da qui ci si imbarca per Lefkada, in un’ora e mezza si può attraccare a Nydri o a seconda della stagione Vasiliki, potendo pure imbarcare l’auto.

 

SAMI ED AGIA EFIMIA, VERDI E SERENE

Lasciando Fiskardo, la strada corre nuovamente alta su un ampio crinale, decisamente poco popolato, che scorre affianco ad Itaca e sulla quale regala delle vedute niente male.
La prima deviazione importante è verso Agia Efimia, piccolo centro balneare, gradevole, tranquillo, silenzioso. Merita decisamente qualche scatto di foto, e del tempo da dedicarle in esclusiva, magari per una cena a due passi dal mare. Le barche di pescatori non mancano ed abbiamo provato del buon pesce fresco, ad Efimia. Tra l’altro, la strada che la collega alla vicina Sami è a dir poco spettacolare, ritagliata com’è tra la montagna e la linea di costa, qui più turchese che mai, qui più cristallina che mai.
Una grande attrattiva dell’isola è adesso accanto a noi, si tratta della grotta di Melissani, un lago sotterraneo, a cui si accede in barca al costo di 7€. Serve visitarla con il sole allo zenith, altrimenti il costo della barchetta non sarà giustificato.

 

Cefalonia villaggi cosa vedere
Sami

Il piccolo porto principale (e internazionale) di Cefalonia non è Argostoli bensì Sami, a 25 km di distanza dal capoluogo. Si tratta di un paesone moderno, totalmente, indiscutibilmente greco, scenicamente piazzato in fondo ad una baia delimitata da possenti colline. La location è magica, il senso di armonia che si prova in questa parte di Cefalonia è fantastico.
Sami è un luogo comodo per esplorare l’isola, e merita una sosta più lunga che quella che gli riservano solitamente i turisti appena scesi dal traghetto da Brindisi; la spiaggia la divide in due, il centro vero e proprio e il quartiere balneare di Karavomilos.
Oltrepassata Sami, altro luogo da inserire al più presto nei bookmarks è la baia di Antisamos. Qui erano di stanza i nostri soldati della divisione acqui, e questo è un luogo del cuore e dell’anima, per noi italiani. Più che una semplice spiaggia.
Mai contrasto fu più brutale, però… oggi due beach bar ne hanno praticamente l’esclusiva. Ci si siede, si paga la consumazione, si ottiene l’ombrellone e la sdraio. E si balla, ci si diverte, la musica che pompa. La vita scalcia, e in fin dei conti è giusto sia così.

NAVIGANDO VERSO SUD, POROS E SKALA

Rsalendo la fertilissima valle che spalleggia Sami (che dire, un eden in terra) è il turno di un’altra delle grandi attrazioni turistiche di Cefalonia, la grotta di Drogarati. La natura sa davvero sempre emozionare.
Serve ancora un tuffo nell’interno, ancora qualche curva, per sprofondare nel sud più profondo, e lo facciamo con gioia sino a scendere a Poros, nelle guide per essere il porto utilizzato da chi viaggia a Cefalonia per raggiungere la terraferma. Nella fattispecie, il porto di Kyllini, sulla via verso Atene ma anche Zante.
Poros dispone di una bella spiaggia di minuscoli ciottoli, mai troppo affollata, ed è un posto che sorprende in positivo. È una underdog, una sottovalutata, una timida, sulle sue, quieta. Per noi è ottima per semplicemente essere, e dare un’occhiata disinteressata al mondo che passa, giusto per sapere come va. Andrea guarda i traghetti passare, Katerina chiacchiera un pò in greco.
Non ci sono tour operators e poco stress. A Poros il ritmo non è più europeo, ma ellenico: il cuore pulsa più lento, e lascia il tempo di ricaricare le pile per fare running sui 5km che la collegano a Skala, giusto un villaggio greco di mare travestito da resort. Forse troppo britannico per alcuni, ideale per altri. A noi piace, ma serve saperlo inquadrare. Skala esiste perché esiste la sua spiaggia. Larga, sabbiosa, ma anche ciottolosa, e ben organizzata, con comode e gustose taverne, perfetta per bambini: fategli cercare le tartarughe.

 

Cefalonia Skala cosa vedereLa spiaggia di Skala

RISALENDO VERSO ARGOSTOLI: DA LOURDAS A LASSI

Una gradevole pianura caratterizza il sud di Cefalonia, e sembra essere il sostegno ideale per sorreggere tutto il peso del maestoso Monte Aynos, il vero protagonista del paesaggio. L’ultimo terremoto, tra l’altro, ne ha pure contribuito ad elevare l’altezza di ben 1 metro, in un colpo solo. Non è facile, per Cefalonia, essere seduta proprio dove la placca tettonica europea scivola sotto quella greca…
La vetta di Aynos è ovviamente ricoperta di antenne tv, ma rimane uno spettacolo vero, con la sua foresta di pini, e il mare in lontananza ad insinuarsi nello stretto tra Cefalonia e Itaca: sembra dare un senso alle montagne, riempire un vuoto immaginario del tempo e dello spazio.
Salite qui verso il tramonto e rendetevi conto di quanto siamo fortunati.
Tornati in riva al mare, abbiamo impostato il navigatore su Argostoli, partendo da Skala, e la prima fermata è Lourdas, o Lourdata. Qui i viaggiatori da charter sono molti, a volte sembra che questa zona esista solamente in base al consumo di vacanze. Ma la spiaggia è molto bella, il panorama a mezzacosta impagabile, e tutto è così ben dimensionato in piccola scala da far uscire un quadro d’insieme più che piacevole. In più, ci si sente inconfondibilmente in Grecia: Lourdas riesce a non essere finta, a scacciare via il fantasma dei non luoghi turistici, e merita senza dubbio una sosta, magari per un po’ di windsurf!
Si oltrepassa l’aeroporto, accanto al quale c’è la popolare località di Svoronata, gusto in tempo per concludere il nostro tour a Lassi, è forse IL villaggio turistico per eccellenza di Cefalonia. Un villaggio come tutti quelli sull’isola, largo, poco denso, sparpagliato, mai lontano dall’immancabile spiaggia cristallina. In questo caso sono due, Makris Gialos e Paliostafida. Lassi dividerà le coscienze e le aspettative. Chi ne sottolinea la mancanza d’anima, chi controbatte raccontando che da qui Argostoli è accessibile a piedi, una ventina di minuti. Chi dirà che c’è troppo casino, chi troppo poco e allora meglio fare la vacanza a Zante. Chi le spiagge sono troppo affollate, chi troppo poco perché in cerca di compagnia. Lassi è da amare o odiare. Difficile però riuscire in quest’ultima impresa.